E adesso permettetemi di raccontare cosa mi ha spinto a offrire questo consiglio.
Nel lontano agosto del 2006, come sicuramente potete ancora leggere sulle pagine del mio blog, entrai in contatto con un noto liutaio tedesco, il cui laboratorio si trova non distante dalla sede principale di un'azienda tedesca mia cliente.
Fissai un incontro che non fu particolarmente soddisfacente, ma ritenni che le cordialità del liutaio non dovesse necessariamente far parte degli elementi di cui mi dovevo preoccupare.
Doop alcune conversazioni e un paio di ulteriori visite al suo laboratorio la cordialità crebbe e io mi decisi a ordinare uno strumento da lui: tempo d'attesa in lista, circa 18 mesi, consegna prevista a marzo 2008.
Attesi pazientemente e quando seppi che lo strumento sarebbe stato consegnato con notevole ritardo non me la presi più di tanto: è un problema assai noto che i liutai non sempre siano in grado di osservare con precisione le date di consegna ;-)
Purtroppo però quando finalmente il liutaio mi comunicò il termine dei lavori (dicembre 2008) io avevo perso un progetto importante e non disponevo della cifra da lui richiesta. Il liutaio fu paziente e attese sei mesi (d'altra parte - pensavo io - se avesse consegnato puntualmente, i soldi li avrebbe ricevuti…): a luglio 2009 lo contattai, versai la somma restante e ricevetti felicemente lo strumento a Neuburg an der Donau, dove mi trovavo per la consueta Sommerakademie con Jakob Lindberg.
Lo strumento non deluse IN ALCUN MODO le mie (già alte) aspettative: molto bello, con un suono aperto e potente, ma dal timbro delicato, fin dal primo giorno.
Nel frattempo il rapporto con il liutaio continuò in modo assolutamente positivo e nell'agosto 2010, visto che passava attraverso l'Italia, lo invitai a farmi visita nei pressi del Passo del Sempione - dove mi trovavo felicemente in vacanza.
In quell'occasione parlammo della tiorba che volevo ordinargli (e di cui gli avevo già scritto diverse volte in precedenza) e di come desiderassi una nuova offerta basandomi su quanto avevamo discusso insieme. Restò a cena ed ebbe occasione di notare che circa la metà del guscio dello strumento da lui costruito aveva perso la vernice. Se ne rammaricò scusandosi e mi invitò a fargli avere lo strumento in un momento a me comodo - lasciandoglielo almeno una settimana - perché potesse riverniciarne il guscio.
Su questi toni ci scambiammo ancora un paio di e-mails, cui ne fece seguito una in cui io - lodando ancora una volta i suoi strumenti - segnalavo invece che lo strumento costruitomi da un altro liutaio (britannico, e di sua conoscenza) mi risultava "duro". Concludevo l'e-mail pregandolo ovviamente di non far parte all'altro liutaio della mia opinione. Non che io temessi che ciò potesse accadere, visto che avevano litigato oltre un decennio prima, ma non si sa mai…
Mi rispose a breve distanza con una e-mail in cui mi spiegava che un tale atteggiamento era a suo parere improprio e che ogni volta che aveva accettato tali richieste di silenzio (???) ne erano seguiti la perdita del rapporto di amicizia e altri problemi. Pensai che ognuno di noi ha pienamente diritto alle sue opinioni e non scrissi altro.
Nel giugno del 2011 cercai di scaricare l'offerta originale della tiorba dal suo sito web e mi accorsi che non era più possibile e che io, stupidamente, non l'avevo salvata da nessuna parte.
Gli scrissi una prima e-mail per sapere cosa ne sarebbe stato della tiorba e non ottenni alcuna risposta. Scrissi nuovamente in luglio e in agosto, senza alcuna risposta.
In settembre mi decisi a scrivere ancora una volta e, sempre in assenza di QUALSIASI COMUNICAZIONE da parte sua, inviai una e-mail allarmata alle liste anglosassoni per chiedere se qualcuno fosse a conoscenza di problemi occorsi al liutaio in questione che stavo cercando da tempo, anche per una riparazione, e di cui avevo perso le tracce.
Mi rispose un liutista tedesco dicendomi che, per quanto lui ne sapeva, il liutaio era certamente attivo e che ne avrebbe fatto parola a un suo allievo che doveva incontrarlo a breve.
Il primo ottobre dello scorso anno ricevo una e-mail molto seccata da parte del liutaio che mi rimprovera aspramente per essermi permesso di mettere in mezzo la community e spiegandomi che proprio allora stava terminando una tiorba come quella che io avrei voluto, ma che stava a lui decidere se offrirmela o meno. Che avrebbe mantenuto il silenzio con me e che era sostanzialmente seccatissimo.
???
Io mi attivo immediatamente scrivendogli almeno due e-mails di scuse e notificando le liste anglosassoni che ho trovato il liutaio e che non c'è nessunissimo problema.
Ma non gli basta. Non risponde al telefono. Dopo 5-6 telefonate decide di rispondere e, quando sente il mio nome, mi appende il telefono in faccia con un sospiro schifato.
Mi scrive un numero imprecisato di e-mail in cui mi spiega che sono una persona indegna di possedere un suo strumento e che molte altre persone si accorgeranno di che razza di persona io sia. Che non ho capito i suoi sentimenti, etc. etc.
Critica persino il fatto ceh io abbai pubblicato su questo blog la foto dello strumento scattata da lui senza chiederli il permesso. (E io che credevo di fargli un po' di pubblicità...)
Dopo un enorme sforzo di rilettura di tutta la comunicazione - a mio avviso disturbata - mi rendo conto che si riferisce alla mia richiesta di non dire ad altri del famigerato strumento che avevo trovato "duro".
Insomma sono un disgustoso ipocrita che passa la propria vita a parlare dietro le spalle degli altri.
Il sei ottobre dello scorso anno gira la mia e-mail al liutaio (britannico) in questione, nell'ovvia intenzione di rovinare anche quel rapporto. Ma l'e-mail è naturalmente in tedesco e il destinatario (che conosce per esperienza diretta il carattere del mittente) si rende immediatamente conto che si tratta di qualcosa di strano, mi scrive cordialmente e mi invita a non prendermela, anzi: mi offre il suo consiglio, se ne avessi bisogno.
La prima fastidiosa conseguenza di questa grottesca storia è che io ho perso (ormai da ottobre) la mia posizione nella sua lista d'attesa e non avrò la tiorba che avevo cercato di ordinargli: seccante, ma non irreparabile visto che un caro amico tedesco me ne offre una assolutamente uguale in prestito d'uso (e gratis, tra l'altro).
La seconda irritante conseguenza è che lo scorso novembre il liuto barocco ha iniziato a dare problemi: la tavola armonica presenta una pronunciata deformazione "a cucchiaio" e il ponticello sembra soffrire di leggere scollature. L'azione delle corde si è alzata di qualche millimetro, rendendolo piuttosto scomodo da suonare.
Io sono veramente arcistufo del personaggio e faccio fatica a suonare lo strumento costruito da lui, ma il problema si accentua e tento di contattarlo via e-mail per la riparazione: nessuna risposta.
Ieri sera ho ripreso in mano il liuto barocco e la deformazione della tavola armonica è aumentata: dovrò cercare un liutaio che - a pagamento - accetti di riparare il danno rilevato sullo strumento.
Se mi avete seguito fin qui, dunque: ricordatevi di richiedere UNA GARANZIA SCRITTA dello strumento e un IMPEGNO SCRITTO a ripararne - per quanto umanamente possibile - i danni successivi.
Per quanto mi è dato comprendere è assolutamente inaccettabile che un noto professionista nel campo della liuteria decida di riparare o meno i propri ERRORI a seconda dello stato della relazione di simpatia con il malcapitato cliente.
Purtroppo non abito (più) in Germania, altrimenti mi sarei divertito a fare uso dell'immancabile assicurazione legale (ogni tedesco sembra averne una) per fargli causa.
Difficile capire il perchè sia andata in questo modo, caro Luca...sembra quasi si tratti di questioni personali al di là del problema "disponibilità" connessa con gli strumenti in questione. Sono poi convinto che uno strumento di buona fattura (in tutti i sensi !) non può permettersi rotture, scollamenti o difetti vari.
Personalmente ho conosciuto un solo liutaio veramente scorretto (che per ovvi motivi qui non posso riportare ma hai compreso di chi sto parlando) che a parte tutto il resto, secondo quanto riferito fa pagare in seguito le riparazioni dei suoi stessi strumenti molto spesso difettosi !! Poi altri, come Lesca, la Radice o Busato, li considero davvero ottimali, senza andare troppo lontano...Edo
Scritto da: Edo Farina | 19/02/2012 a 16:49
Certo che si tratta di un fatto personale!! Gli scambi di e-mails che ebbero luogo a fine settembre dello scorso anno lo dimostrano abbondantemente.
Per quanto riguarda poi la distanza o la vicinanza: nel 2006 trascorrevo la maggior parte del mio tempo a 20Km di distanza dal laboratorio dell'artigiano di cui parlo. Non era stata una scelta legata a pura esterofilia, ma a reale vicinanza geografica. Oggi sceglierei molto diversamente.
Che poi uno strumento di buona fattura non possa rompersi, beh, questo è magari un po' troppo chiedere. Tutto ha bisogno di riparazioni, di tanto in tanto, persino il nostro povero corpo ;-)
Grazie per il Tuo commento e a presto, Luca
Scritto da: Luca Manassero | 19/02/2012 a 18:56