01/07/09

Charles Mouton e i kilometri in autostrada

Mouton_coverNella serata di Lunedì percorrevo i soliti - caldissimi in questa stagione - kilometri tra Parma e Portogruaro e la noia mortale di un viaggio ripetuto un numero infinito di volte stava per avere ragione di me.
Prima di partire avevo caricato sul mio iPod il CD che Franco Pavan ha recentemente dedicato a Charles Mouton: la decisione è stata immediata.
Rientrando a casa dovevo l'ultimo tratto di strada proprio a questa ispirata registrazione. Non è piaciuta solo a me, visto che Amadeus ha ritenuto di premiarla nella ezione "Antica".
La musica di Mouton fluisce con estrema naturalezza, venata di impalpabile malinconia, sostenuta senza alcuno sforzo apparente dall'interpretazione delicata e sinceramente introspettiva di Franco Pavan.

Cento kilometri straordinari in compagnia di un CD splendido. Grazie.


Non cercate la biografia di Charles Mouton sulla solita Wikipedia, leggete piuttosto il libriccino (visto che la parola italiana c'è, perché dovrei scrivere booklet?) allegato al CD...

22/06/09

Tempi duri

Non ho certamente smesso di suonare, né di cercare e leggere, ma finché la mia attività professionale non avrà ripreso la forma che ha perduto, temo non mi resti abbastanza energia da spendere per scrivere di liuti.

A presto, speriamo :-)

11/05/09

Fabritio Caroso, Nobiltà di Dame (Il Ballarino), Venetia MDC

BallarinoTra le ormai moltissime opere digitalizzate emerge un trattato di danza di estremo interesse per i liutisti perché, come nel caso del già segnalato Nuove inventioni di balli, contiene un congruo numero di esempi intavolati per il nostro strumento.
Si tratta della Nobiltà di Dame. Libro, altra volta, chiamato Il Ballarino di Fabritio Caroso di Sermoneta.

Per consultarlo cliccate prima sull'immagine, poi sul pulsante Next Page posizionato in fondo ad ogni pagina.

Füssen, i liutai e un liuto a 12 cori del 1638

MestDa una segnalazione di Andreas Schlegel sono risalito non solo alla sua interessante pagina (in Tedesco...) sui tipi di liuto, ma anche a questo lungo studio di Kenneth Sparr su Füssen e la sua straordinaria tradizione di maestri liutai, trapiantatisi specialmente in Italia.

La pagina in questione si concentra particolarmente su un liuto a 12 cori di Raphael Mest conservato nella Biblioteca di Linköping in Svezia.

09/05/09

Adrian Denss, Florilegium [...] cantionum svavissimarum, Coloniae 1594

Immagine 1L'intero fac-simile del Florilegium di Adrian Denss è disponibile qui.

Marco da L'Aquila e il passato che si ripete

L'abitudine di cercare di studiare un autore, piuttosto che un brano, cozza in questi giorni contro gli eventi che ancora un volta mettono in ombra l'opera di Marco da L'Aquila.
Ho cercato di avere accesso ai suoi lavori contenuti nel Manoscritto 266 Herwarth, ma la loro edizione in fase di pubblicazione da parte della LIM si è arenata ancora una volta, nonostante sia in preparazione ormai da anni.
Arthur J. Ness in una recente e-mail mi spiegava che i suoi due papers esposti a convegni di ormai vent'anni fa non furono mai pubblicati. Sono stati però fusi nell'introduzione alla sua edizione delle opere di Marco, quell'edizione -appunto- che non viene mai stampata.
Mi sembrava significativo studiare Marco in questi giorni, così drammatici per L'Aquila, e che inevitabilmente ricordano -pare- un altro terremoto di cinque secoli fa, che aveva probabilmente spinto Marco proprio verso Venezia. Ottenne l'autorizzazione a stampare la sua musica, ma del suo lavoro, se mai fu pubblicato, tutte le copie sono andate perdute.
Forse il Manoscritto 266 Herwarth è una copia a mano della sua edizione, ma allo stato attuale degli studi è impossibile averne conferma.

Così mi limito a studiare i brani contenuti nell'edizione di Casteliono del 1536, pochi e densi, complessi di una polifonia affascinante, impossibili da offrire in concerto.

Sono passati cinque secoli, e i terremoti -tra le moltissime tragedie che provocano- ancora sembrano congiurare contro le poche, delicate opere di un oscuro e quasi dimenticato liutista, che deve un pizzico della sua notorietà al fatto di essere stato l'insegnante di quel Pietro Aretino che per comprensibili motivi raramente viene studiato nelle scuole.

15/04/09

Cesare Negri, Nuove inventioni di balli, Milano 1604

Immagine 1Sull'eccezionale sito Scribd conviene inserire la parola "lute" come chiave di ricerca: si scoprono tantissime cose di grande interesse.
Tra queste segnalo il fac-simile dell'opera di Cesare Negri, Nuove inventioni di balli, che potete consultare o scaricare da qui.

Ricordo a tutti gli appassionati che l'intavolatura di liuto del noto balletto "Bianco Fiore" si trova a p. 147 della stessa opera.

11/04/09

Francesco e io

Raffaello Sanzio, Studio di un giovane liutista, Biblioteca Relare di TorinoPrigioniero del mio eterno nomadismo tra Portogruaro e Torino, mi trovo costretto a selezionare con estrema cura la biblioteca che può seguirmi nei miei spostamenti: cinque, sei libri di intavolature al massimo. Già appaio ridicolo ai più per il quantitativo di bagaglio al seguito e non tengo particolarmente a caricarmi oltre.

Il nuovo 6 cori ha focalizzato ulteriormente i miei (facili) entusiasmi, fornendomi l'opportunità di non guardare molto oltre il repertorio che desideravo.
La copia del Ness reperita lo scorso anno su eBay è diventata parte integrante della mia borsa della musica, fino a diventarne la componente principale.
E così è iniziata l'immersione totale nel repertorio di Francesco, fascinazione da cui non riesco ad emergere. Un ricercare dopo l'altro, la sua musica merita sicuramente l'iperbolico appellativo di "Divino", elargitogli da più di un contemporaneo.
Vi segnalo la nuova pagina che Martin Shepherd dedica a Francesco Canova da Milano e in particolare i riferimenti alle opere a lui attribuibili nel Manoscritto di Siena (il riferimento è alle note che Richard Falkenstein ha scritto nell'allegato all'interpetazione di Jacob Heringman).

Vorrei poter finalmente citare l'edizione della biografia scritta dall'eruditissimo Franco Pavan, ma la sua Tesi di Laurea circola unicamente in fotocopia. Sono particolarmente grato a Massimo Lonardi per avermi messo a disposizione (a tempo di fatto indeterminato) la sua copia.

Preso nei miei infantili entusiasmi ho anche particolarmente apprezzato (e riletto più e più volte) l'articolo di Maria Grazia Carlone pubblicato sul Vol. XXXIV del Journal of the Lute Society of America", intitolato “A Trip to Venice in 1530 by Francesco da Milano”.

In conclusione passo la maggior parte del mio (poco) tempo di liutista su Francesco, cercando passo dopo passo una via d'uscita nel laberinto dei suoi contrappunti, ipnotizzato dalla straordinaria grazia della sua musica.
Perfettamente cosciente dei miei modesti risultati, non sembra tuttavia possibile ripiegare su un autore meno complesso, per lo meno finché continuerà questa impossibile fascinazione.
La mia foto

Luca, 1966

  • Vivo nel territorio della Serenissima
  • Una professione nell'Information Technology
  • Liutista "per indole e per vocazione"
  • Studio con Massimo Lonardi alla SMAV e -quando posso- con Jakob Lindberg

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